Referendum Italexit

Liberi da questa UE e BCE? Andiamo a firmare tutti presso i Comuni d’Italia Obiettivo #referendum #Italexit

“Ritenete voi che, conformemente alle proprie norme costituzionali, lo Stato debba recedere dall’Unione Europea, ai sensi dell’art. 50 del Trattato dell’Unione Europea?”

Finalmente è stato depositato presso la Corte di Cassazione il progetto di legge costituzionale d’iniziativa popolare. Poter decidere e liberarsi da questa UE è assolutamente necessario per avere un nuovo e più importante ruolo dell’Italia. Sì può firmare in tutti i 7.904 comuni italiani. Saranno necessarie almeno 50mila firme affinché si possa avviare un iter concreto

Il Comitato “Libera l’Europa – Uexit”, promotore della raccolta firme, fa riferimento all’articolo 50 del Trattato sull’Unione europea, che norma il recesso volontario ed unilaterale di uno Stato membro dalla UE. L’articolo in questione definisce anche la procedura di recesso in base alla quale la UE stringe un accordo con lo Stato che decide di recedere

Nel sito ufficiale del Comitato, oltre ad esprimere chiaramente lo scopo principe dell’iniziativa, si può anche leggere il progetto di legge presentato, dove viene aspramente criticata la scelta di cedere la sovranità politica, fiscale e monetaria alla UE. E nell’articolo 2 del progetto di legge è presente il quesito che verrebbe sottoposto ad un eventuale referendum

Negli ultimi mesi i sondaggi hanno constatato come il sentimento euroscettico abbia registrato un’enorme crescita fra la popolazione italiana, vittima impotente della UE anche durante il durissimo periodo di lockdown. Ora si prospetta una nuova opportunità per tutti i cittadini, chiamati a firmare la proposta per una nazione rinata, grazie alla ripresa della sua sovranità

Anche la nostra associazione nazionale www.ilpopolodecide.org aderisce convintamente all’iniziativa democratica e invita tutti i cittadini a firmare 🇮🇹

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Ricorso al Consiglio di Stato

Finalmente il sindaco di Pisa ha deciso:
RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO’.
Difendere il legittimo programma amministrativo è alla base di tutto. Rispettare la volontà della maggioranza dei cittadini elettori è sacrosanto. A Pisa la determinazione e il buonsenso hanno comunque vinto.

La Nazione – 6 Luglio 2020

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Comunicato di Magda Menchini, presidente dell’associazione Il Popolo Decide

Esattamente due anni fa, era il 25 giugno 2018, si svolsero a Pisa, come in tutta Italia, i ballottaggi delle elezioni amministrative che, come sappiamo, vennero vinte spiegabilmente dal centrodestra. Perché questo avverbio così inusitato in questo contesto? Perché a tale vittoria contribuì anche la nostra piccola associazione nazionale “Il POPOLO DECIDE” che, con la forza di un piccolo David e magari anche con il coraggio dell’incoscienza, si pose di traverso alla sempiterna amministrazione di sinistra, contestando il desiderio di costruire una grande moschea con annesso minareto di notevole altezza, a poca distanza dalla piazza dei Miracoli, senza chiederne il permesso alla popolazione.

Bene, subito e all’unanimità, decidemmo che noi dovevamo dare una possibilità di scelta ai pisani e chiedemmo di tenere un referendum, costituzionalmente previsto. Apriti cielo etc, etc. Penso che chi mi legge sappia più o meno le infinite motivazioni addotte dai signori suddetti per cui non era possibile “concedere tale azione antidemocratica”.E quindi, dopo un’attesa appositamente voluta, circa un anno e mezzo, venne il rifiuto. Per un caso fortunato, avevamo conosciuto fior di avvocati, preparatissimi, seri e dotati di un buon senso ormai semisconosciuto. In poche parole vincemmo la causa (il ricorso), che avevamo loro affidato. Credo una delle rarissime volte in cui un signor nessuno come noi abbia vinto in Toscana. E, oltretutto, non erano soli, i nostri avvocati, accompagnati com’erano da migliaia di firme certificate e autenticate, precedentemente rifiutate. Niente voce al popolo “sovrano”. Ci furono poi le elezioni, come avevo detto all’inizio, che furono vinte anche grazie ai sottoscritti, merito che non ci fu riconosciuto, è vero, ma non ne riconoscemmo l’essenzialità, visto che lo scopo ultimo era stato raggiunto. A questo punto, non essendo la moschea nel programma della nuova amministrazione, la faccenda era chiusa.

La sveglia ci è stata data proprio in questi giorni, quando un’associazione “Libero Culto”, formata sicuramente da menti di grande cultura, ha evidentemente pensato che due centri islamici, ovvero due luoghi di culto riconosciuti, uno in centro e un altro a poca distanza dal centro, non fossero sufficienti ai fedeli dell’Islam. Il presidente, il cosiddetto Imam della comunità islamica, infatti aveva fatto precedentemente ricorso al TAR, che, notizia di questi giorni, ha accolto positivamente. Felice per questo giudizio, l’Imam di Pisa ha voluto puntualizzare che la grande moschea che verrà costruita sarà un ‘regalo’ della comunità musulmana alla città. In attesa di imparare i loro usi, costruiranno dunque codesta nuova moschea? Sicuramente attirerà le genti da ogni parte della nostra Europa e Italia e darà un tocco in più di eleganza alla bella Pisa che ne ha tanto bisogno.

Mi è stato detto che la Giunta pisana, probabilmente, non farà ricorso al Consiglio di Stato, seppur la costruzione con capienza fino a 800 fedeli, non fosse compresa né nel programma, né nel piano edilizio. Quindi meglio un invito a Palazzo? Puntualmente pare sia avvenuto.

Invece, sul piano generale, mi chiedo: i discepoli di Allah pretendono di imporre ai popoli europei il loro modo di vivere, di essere e perfino di professare la loro religione? Oltretutto, la stessa è in contrasto con articoli importanti della nostra Costituzione.

Cari amici della sinistra, non è razzismo, rifuggite da questa parola che potrebbe essere adottata per altri Paesi, ma non sicuramente per il nostro. Se aveste la compiacenza di soffermarvi un attimo sulla nostra storia, presente ma anche passata, e la studiaste più di quanto non avete fatto fino ad ora, vi rendereste conto che abbiamo dato ospitalità al mondo delle religioni e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Protestanti, ortodossi, buddisti, hari krishna, animisti, feticisti, mormoni, ebrei, avventisti, persino testimoni di Geova e chi più ne ha più ne metta. Sono stati tutti accolti tranquillamente, così come tranquillamente si sono installati da noi, in Europa, e nel mondo, senza problemi di alcun genere, professando in pace la loro religione, integrandosi pacificamente e convivendo con i modus vivendi dei rispettivi luoghi. E i musulmani? Alcuni fedeli sono talmente radicali da avere nel loro Libro Santo, il Corano, la spiegazione del come comportarsi con chi non si converte. Ben 43 sure o versetti ne parlano diffusamente in questo manuale religioso. Poi bisogna fare anche i conti con la realtà che imperversa in tutto il mondo, il cosiddetto terrorismo islamico o jihadismo o al gaedismo o altre varie denominazioni. Basta leggere le tante, troppe azioni che vengono compiute in più Paesi.

Le moschee sono esclusivamente luoghi di culto? Nei ‘Centri Culturali Islamici’, molto spesso viene fatta al loro interno una propaganda più o meno feroce contro l’Occidente, contro le donne occidentali, contro il modo di vivere occidentale, si o no? E noi saremmo razzisti, o fascisti, o nazisti, solo per porci queste domande sacrosante? Forse le belle anime candide della nostra sinistra sottovalutano e pensano solo ad accogliere e ad allargare le braccia. Eppure ci sono decine e decine di articoli di giornali che riportano fatti poco edificanti, nella cronaca locale e nazionale.

Cari amici musulmani, a proposito di libertà di culto, accontentatevi delle moschee o centri culturali che già possedete in Italia. Certe costruzioni elefantesche non hanno molta attinenza con le nostre bellezze artistiche, che siano chiese o Palazzi storici. E soprattutto non abbiamo bisogno di regali in questo campo, nel merito chiediamo: da chi sarà ‘finanziata’? Non vorremmo da Stati troppo poco democratici, troppo poco propensi alla uguaglianza fra uomini e donne, troppo poco disposti alla reciprocità.

Quanto a chi ci rappresenta, amministratori e politici di qualsiasi genere e colore politico, un avvertimento: siete stati eletti dietro mandati precisi e sarebbe ora di rispettare tali mandati. Ci vogliono dosi di coraggio e onore quando si diventa un servo del popolo, ma nessuno vi impone di esserlo purtroppo e abbiamo visto chiaramente che non pochi degli eletti ne sono desolatamente privi. A tutti i livelli, nazionali e locali. Noi, cittadini fra i cittadini, diversi per nome, caratteristiche mentali e fisiche, età, condizioni, ma uniti in uno stesso credo, non abbiamo avuto timore di schierarci in determinate circostanze, pagando di persona per reclamare il nostro diritto di vivere come italiani figli e nipoti di altri italiani che hanno costruito questo stupendo Paese. No, non è razzismo, non è islamofobia, non sono queste le parole giuste che usate sempre contro di noi. Semplicemente noi crediamo nell’Italia, nella sua storia, nelle sue tradizioni, nei suoi costumi. Quindi, signori politici, cercate di amare e di difendere di più questo meraviglioso Paese.

Magda Menchini

Presidente associazione nazionale Il Popolo Decide.

 

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Aggiornamento giugno 2020

Ricorso in Consiglio di Stato per difendere la variante urbanistica, Referendum Consultivo per dare la parola ai cittadini!

All’indomani della sentenza del TAR di Firenze sulla variante urbanistica la comunità islamica, gli esponenti del PD e dell’estrema sinistra ed alcune associazioni, inclusa quella denominata «Libero Culto», ergendosi a portavoce di tutti i pisani, parlano con grande enfasi di vittoria e sostengono che i cittadini siano favorevoli alla costruzione della grande moschea di Porta a Lucca, comprensiva di minareto e della cosiddetta ‘scuola coranica’.

Ripercorriamo in sintesi la vicenda.

Tutto è iniziato quando il terreno situato all’angolo tra via del Brennero e via Chiarugi, un tempo occupato da uno sfasciacarrozze, è stato reso edificabile.

‘Qualcuno’ ha modificato la destinazione d’uso del suolo per consentire la costruzione di un luogo di culto all’interno di quella particella catastale (n. 443, foglio 11), nel frattempo acquistata dalla comunità islamica.

Chi ha operato tali scelte? La risposta è ovvia: la maggioranza che all’epoca guidava il Comune, attraverso una procedura (vedi deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 del 4.4.2013) di cui non fu messa in dubbio la legalità o la regolarità formale.

Le obiezioni sollevate da numerosi residenti e dai comitati riguardavano lo scarso coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale ed un problema di comunicazione. La decisione era stata annunciata nel programma elettorale del centrosinistra (mandato 2013-2018) ma non tutti ne erano al corrente.

Oggi, dopo anni di dibattito e grazie all’impegno dei Comitati e all’ampia copertura mediatica, il tema è molto più conosciuto. E allora ci poniamo e vi poniamo un paio di domande.

Il «Governo del Territorio» è ammesso soltanto se ad amministrare sono gli altri?

Perché l’esercizio di tale prerogativa è (da alcuni) considerato in sostanza inaccettabile quando una nuova Giunta, coerentemente con il proprio programma di mandato ‘sottoscritto’ dalla maggioranza dei cittadini elettori, esprime la convinzione che l’area in questione sia, per fondati motivi, inadatta ad ospitare un luogo di culto?

Tale orientamento, già manifestato durante la campagna elettorale ed ulteriormente rafforzato dagli studi effettuati dagli assessori competenti, è basato su un’analisi più approfondita del contesto e su una pianificazione territoriale diversa e più lungimirante.

Il cambiamento della destinazione d’uso della particella catastale (da utilizzare come area a verde e parcheggio), proposto nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti, tiene conto dello sviluppo armonioso e sostenibile dell’intero quartiere.

Pertanto ci sembra opportuno e persino doveroso che il Comune, preso atto della sentenza del TAR, continui a difendere il proprio operato e le proprie ragioni in sede giudiziaria, ricorrendo presso il Consiglio di Stato, dove potrà dimostrare la solidità e la validità delle motivazioni tecniche che hanno portato all’approvazione della variante.

Chiarito questo punto, si ritorna a ciò che il nostro Comitato (Il Popolo decide) ha già sostenuto varie volte. Il modo migliore per coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il destino della città è il referendum consultivo, ovvero quel prezioso strumento partecipativo che la precedente amministrazione ha, di fatto, negato per ben due volte.

Ricordiamo che il ricorso in tribunale presentato dal Comitato nell’autunno del 2017 fu accolto e che la sentenza del febbraio 2018, che tutti possono leggere, stabilì che l’iter referendario potesse proseguire, così come previsto dalla Costituzione Italiana e recepito dallo Statuto e dal Regolamento della città di Pisa.

Se qualcuno non ritiene sufficienti le elezioni, i programmi elettorali e le legittime scelte amministrative, perché non dare finalmente la parola ai Pisani, aprendo un vero confronto sul progetto urbanistico?

Per rinfrescarci la memoria, senza indulgere a considerazioni soggettive, a differenza di chi ha definito la grande moschea un «regalo alla città», ci limitiamo ad elencare alcuni dati oggettivi, e a ribadire che il vero ‘regalo alla città’ è consentire agli amministratori di rispettare il programma elettorale votato dalla maggioranza dei cittadini e indire il referendum perché tutti si possano esprimere democraticamente.

Si tratta di un duplice fabbricato di dimensioni imponenti e di notevole impatto paesaggistico; la sala di preghiera avrebbe una capienza di 800 posti; le torri laterali, una delle quali verrebbe adibita a minareto, sarebbero più alte delle antiche mura cittadine. Il terreno sorge in una strada stretta, a «imbuto», a senso unico, priva di parcheggi adeguati, davanti al CUS e nelle immediate vicinanze delle palazzine del complesso residenziale del villaggio 2000 e di un asilo, la scuola dell’infanzia Parmeggiani.

La Giunta ha il diritto e il dovere di valutare molto attentamente SE una simile struttura sia compatibile con le criticità dell’area e con lo sviluppo complessivo del quartiere oppure no; tuttavia l’allargamento del processo decisionale è sempre un segno di democrazia e libertà.

Infatti la città non è composta soltanto da chi la amministra pro-tempore ma anche e soprattutto dai cittadini che la abitano, che non esistono solo per pagare le tasse.

Ferma restando la piena liceità della procedura di variante urbanistica, che si inserisce in una consolidata prassi di Governo del territorio, il referendum potrebbe rappresentare una perfetta sintesi delle esigenze di amministratori e amministrati.

Quanti dei dispendiosi e discutibili progetti che la precedente maggioranza ha con ostinazione portato avanti, alterando in modo irrimediabile la fisionomia di alcune aree della città, sarebbero stati approvati anche dai Pisani residenti?

Ricordiamo in particolare il fallimentare progetto People Mover e il complesso della Sesta Porta, ma anche il parcheggio interrato di piazza Vittorio Emanuele II, che per diversi anni trasformò il salotto cittadino in un cantiere a cielo aperto.

E per favore, non si faccia più appello in modo strumentale e retorico alla libertà di culto. L’argomentazione in base alla quale la mancata costruzione di uno specifico edificio verrebbe ad impedire un diritto non è pertinente e contraddice la realtà, visto che a Pisa chiunque è libero di pregare ed esistono già da tempo vari luoghi di culto e centri culturali islamici.

Forza Gloriosa Pisa, alziamo la testa, non solo allo stadio, ma in tutta la città!

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La sentenza del TAR sulla variante urbanistica

Il Tirreno – 30 Novembre 2019

Arena sì-moschea no, l’iter può procedere

Il Tar non concede la sospensiva dopo il ricorso della comunità islamica di Pisa contro lo stop al permesso a costruire 

Pisa. La nostra Storia, la nostra identità, la nostra tradizione, la nostra bandiera. Il rispetto per i nostri avi. Il nostro presente, il nostro futuro. Questa è la linfa che ci ha fatto vincere. Una grande battaglia partecipativa fermata solo dall’arroganza di coloro che si sentivano i ‘padroni’ indiscussi della città. E così i cittadini residenti hanno potuto finalmente rispondere alla prima occasione elettorale utile (dopo aver voluto negare più volte il referendum richiesto da migliaia di persone), mandando a casa gli amministratori che si sentivano veri e propri ‘sovrani’ eterni. Oltre due anni e mezzo di presenza costante sul territorio grazie al comitato pisano e all’associazione nazionale ‘Il Popolo decide’ in città, nei quartieri e ‘porta a porta’. Grazie a tutti coloro che ci hanno sempre seguito e sostenuto, anche, tutti coloro che sono rimasti dietro le quinte”.

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Rinnovo arboreo della città di Pisa

Sabato 23 novembre, dalle 9.00, agli Arsenali Medicei si terrà l’incontro “Rinnovo arboreo della città di Pisa”.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Il programma:

ore 9.00 registrazione partecipanti
ore 9.30 interverranno: Architetto Marta Ciafaloni (consiglio Ordine Architetti di Pisa), Ingegnere Chiara Fiore (presidente Ordine Ingegneri di Pisa) e Dottoressa Marta Buffoni (presidente Ordine Agronomi di Pisa)
ore 10.00 intervento di Michele Conti, Sindaco di Pisa
ore 10.15 intervento dell’Architetto Fabio Daole sul programma di rinnovo arboreo e forestazione a Pisa
ore 10.45 intervento dell’Architetto Andrea Iacomoni “Città Verdi europee”
ore 11.15 intervento dell’Architetto Massimo Del Seppia “Verso una nuova centralità, il quartiere di Cisanello”
ore 11.45 intervento Associazioni Ambientaliste “Natura e Avifauna in città”
ore 12.15 Dibattito
ore 13.00 Conclusioni di Raffaele Latrofa, Assessore al verde pubblico del Comune di Pisa

 

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Invito ad un interessante convegno

Giovedì 21 novembre, ore 16.30.

Centro visite Comune Firenze.

SINODO PANAMAZZONICO, UN PRIMO BILANCIO.

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Una fiaccola per non dimenticare

Noi, nel nostro piccolo, a Pisa, domani giovedì 17 ottobre, onoreremo con una silenziosa fiaccolata i due poliziotti uccisi, in difesa delle nostre forze dell’ordine. Partiremo dalla Questura di via Lalli, alle ore 19, per raggiungere la Prefettura, in piazza Mazzini. Chiunque può unirsi a noi.

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Rallegramenti ad Andrea

Alla ripresa dell`attività dopo la pausa estiva vogliamo rallegrarci con il nostro amico (e membro del consiglio direttivo dell`associazione) Andrea Asciuti, insegnante, che lo scorso 26 maggio è stato eletto nel consiglio comunale di Firenze nella lista della Lega e in questi primi mesi di mandato ha fatto sentire con forza e coerenza la propria voce dai banchi dell`opposizione.

 

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Tre anni fa…

Sono passati tre anni dalla battaglia democratica (conosciuta ormai a livello ‘nazionale’), relativa al REFERENDUM urbanistico sulla costruzione della seconda MOSCHEA (con minareto e cosiddetta ‘scuola coranica’), a PISA, costruzione vista favorevolmente dal centrosinistra. In questa immagine tratta da una trasmissione televisiva del due agosto 2016, c’era il quesito referendario approvato e una raccolta firme da concludere. Infatti il percorso era iniziato ancora prima. Eravamo in pochi all’inizio a metterci la faccia, in migliaia poco dopo a firmare, fino ad arrivare all’anno scorso, con il ricorso sostenuto dai cittadini, depositato in Tribunale, che ha dato l’ok all’iter referendario, sostenendo quindi il sacrosanto diritto dei cittadini a poter esprimere la propria opinione in merito. Ma ‘qualcuno’ ha continuato a ostacolare e, di fatto, negare la partecipazione. E alla fine con le elezioni amministrative, è arrivata la ‘sentenza del popolo’, che ha mandato a casa il PD. Sul territorio senza mai fermarsi #nomoschea prima, #ilpopolodecide dopo, tutti insieme, fino alla vittoria. Grazie #Pisa

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