Depositato in comune il quesito referendario.

Ebbene sì, la questione sembrava chiusa, invece ci riprovano.
Un gruppo di cittadini pisani si è unito in un Comitato denominato Il Popolo decide ed ha presentato in conformità con il regolamento per l’esercizio del diritto di partecipazione, con lo Statuto Comunale e con la Costituzione italiana, una proposta di referendum consultivo sull’area destinata alla costruzione di una moschea con annesso centro culturale, termine che, di fatto, è sempre più spesso sinonimo di scuola coranica.

Eravamo rimasti al 22 agosto 2016, quando il Comitato #nomoschea depositò più di 2.600 firme al Comune. Gli autenticatori erano due consiglieri provinciali, regolarmente autorizzati a svolgere questa funzione, ma nel settembre 2016 i Garanti dichiararono non valide oltre 2000 firme, ritenendo che per le proposte referendarie comunali i consiglieri provinciali non fossero idonei ad autenticare le firme. Successivamente si paventò la possibilità di un ricorso legale. A maggio 2017 fu presentato in consiglio comunale un ordine del giorno che proponeva lo spostamento dell’edificio di culto islamico in un altro luogo da definire, che però fu respinto (voti favorevoli 3 e contrari 26).
Ed ecco che a sorpresa e quando oramai i giochi sembravano fatti, viene presentata una proposta referendaria da parte di un nuovo Comitato di cittadini.
Finalmente si riparte: il 7 giugno 2017, è stato depositato il nuovo quesito in merito alla costruzione della seconda moschea; il primo passo sarà l’attesa della valutazione di ammissibilità da parte dei Garanti e successivamente sarà organizzata una nuova raccolta firme. Infine, sempre se ci sarà il raggiungimento delle firme previste (pari al 2,5% del corpo elettorale), entro i tempi stabiliti dallo Statuto, l’amministrazione comunale sarà tenuta ad indire il referendum.
Tutti i cittadini residenti nel Comune di Pisa saranno interessati e chi vorrà potrà aderire e sostenere il Comitato promotore ‘Il Popolo decide’.
Ci sembra logico che su una questione così delicata e di così grande importanza siano i cittadini a doversi esprimere, quali che siano le loro idee politiche e partiti di appartenenza. La città è di tutti e non solo di amministratori pro tempore.
A noi interessa la partecipazione; ogni cittadino, avuti tutti i chiarimenti sul progetto e sui finanziamenti potrà esprimersi con il libero voto sulla costruzione della seconda moschea cittadina (con annessa scuola coranica). E’ importante sottolineare che sarà in ogni caso da noi rispettato il risultato della votazione. Evidenziamo che la maggior parte del denaro destinato alla costruzione di moschee in Europa proviene dal Qatar, finanziatore dei Fratelli Musulmani (movimento politico-religioso messo al bando anche in molti paesi arabi). Ma è anche bene ribadire che a Pisa la libertà di culto è già tutelata in quanto un luogo di culto islamico di fatto esiste da oltre vent’anni, come dichiarato anche dall’attuale sindaco in via delle Belle Donne.
A nostro avviso, infatti, proprio l’amministrazione avrebbe dovuto promuovere la partecipazione e il coinvolgimento democratico di tutti i pisani in questa decisione, visto che si tratta di una costruzione che avrà un notevole impatto cittadino; in base al progetto depositato la moschea avrebbe una capienza pari ad 800 persone ed un’altezza pari ad un palazzo di cinque piani. Per intendersi, più alta delle Mura di Pisa.
Porta San Zeno si trova a soli trecento metri in linea d’aria e piazza dei Miracoli a meno di ottocento metri. Il sito scelto per la costruzione fa parte di un’area particolarmente complessa dal punto di vista urbanistico; ci sono problemi di viabilità e di difficile compatibilità con le strutture preesistenti. Porta a Lucca è un popoloso quartiere residenziale, e su via Lucchese (SS del Brennero), e via Chiarugi insistono il CUS (polo sportivo fruito da studenti, ragazzi e bambini), e il vicino mercato settimanale di via Paparelli.

Riteniamo quindi corretto e trasparente informare e invitare tutta la città a partecipare e ad esercitare un proprio diritto-dovere; l’articolo 1 della Costituzione italiana, comma secondo, stabilisce che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. E anche lo Statuto comunale (art. 56 e seguenti, in particolare art. 58), riconosce ai cittadini il diritto di esprimersi per mezzo dello strumento referendario.

Invitiamo i cittadini ad avere un ruolo attivo in questo momento storico. Chiunque può contattare il Comitato ‘Il Popolo decide’ attraverso il sito dell’associazione omonima www.ilpopolodecide.org per aderire e sostenere il quesito, oppure via e-mail ilpopolodecide@gmail.com o via telefono al 3801331633

 

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